Archivi categoria: MANIFESTI

HERBERT BAYER (AUSSTELLUNG EUROPAììSHES 1927)

kkk.jpg

UNA SORTA DI SCACCHIERA COLORATA DOVE,ALL’INTERNO DI OGNI RETTANGOLO (ROSSO,BLU O VERDE OLIVA),TROVA POSTO UNA LETTERA DELLA GRANDE SCRITTA CHE INFORMA L’OSSERVATORE DELLA MOSTRA DI ARTI APPLICATE EUROPEE,ALLESTITA AL GRASSIMUSEUM DI LIPSIA NEL 1927.
L’IMPIANTO RIGOROSO DEL MANIFESTO DI HERBERT BAYER COSTITUISCE UNO DEGLI ESEMPI PIU’ ILLUMINANTI DELLE RICERCHE NEL CAMPO DEL GRAPHIC DESIGN TARGATE BAUHAUS,LA FAMOSA SCUOLA DI ARCHITETTURA E ARTI INDUSTRIALI FONDATA DA WALTER GROPIUS E WEIMAR NEL 1919 E TRASFERITA NEL 1925 A DESSAU.IN QUESTO POSTER CONVERGONO LA LEZIONE RAZIONALE DEL COSTRUTTIVISMO E L’INFLUENZA DELLE RICERCHE ALFABETICHE PORTATE AVANTI DA JOSEF ALBERS.
ALLIEVO DEL BAUHAUS,PRIMA ANCORA DI ESSERVI PROFESSORE,BAYER,CHE SI STABILISCE NEGLI STATI UNITI DOPO AVERE ABBANDONATO LA GERMANIA NAZISTA,E’ STATO IL MASSIMO DIVULGATORE IN AMERICA DEI PRINCIPI GRAFICI FORMULATI ALL’INTERNO DELL’ISTITUTO.


ALEKSANDR MIHALOVIC RODCENKO (LA CORAZZATA POTEMKIN 1925)

rodcenko.jpg

Quella di Rodcenko è una dele numerossissime affiches realizzate nel corso degli anni da autori diversi per lo più il celebre film di tutta la cinematografia sovietica,LA CORAZZATA POTEMKIN di Sergei Eisenstein.La vicenda tratta di un vero fatto storico:l’ammutinamento dei marinari della corazzata,avvenuto nel porto di Odessa nel 1905,in seguito al rifiuto di mangiare la carne avariata.Una rivolta sanguinosamente repressa dall’armata zarista.L’audace inquadratura romboidale mostra in primo piano una coppia di cannoni,puntati minacciosamente in direzione dello spettatore.
L’assoluta mancanza di presenze umane enfatizza il senso di tremenda forza e potenza che si sprigiona dall’incrociatore,che tanto somiglia ad una sorta di mostro di acciaio.L’autore,la cui identità è incerta (non tutti concordano sul nome di Rodcenko ),ha realizzato l’immagine con grande sintesi di mezzi espressivi e cromatici.


ALAIN LE QUERNEC (QUELQUEPART PARTOTUT AMNESTY INTERNATIONAL 1978)

C’è una gabbia sospesa nel vuoto.Tutte le gabbie sono segno di schiavitù,ma questa è ancora più intollerabile perchè fatta di filo spinato.

Un altro particolare la rende inquietante: la forma di casco di combattimento.All’interno ,stipat,motissimi uomini.Sono le vittime di imprigionamenti arbitrari,torture fisiche e psicologiche esecuzioni sommarie.Sono quelli individui -uomini e donne-che ogni giorno,in ogni parte del mondo,subiscono la violazione dei più elementari diritti umani.

L affiche viene realizzata da Alain Le Quernec per Amnesty Internationa,l’organizzazione internazionale indipendente da governi e gruppi politici,fondata in Inghilterra nel 1961 in difesa dei diritti dell’uomo e a favore di un trattamento umano dei prigionieri.

La scritta “Quelquepart partout”(“da qualsiasi parte ovunque”) ribadisce l’attività del movimento su scala mondiale.

Lo sfondo del cielo azzurro rende per contrasto la mancanza di libertà ancora più lacerante.


HERBERT LEUPIN (COCA COLA 1953)

 

Una tromba appoggiata a terra,una sedia vuota e un leggio privo di spartito sul quale qualcuno ha appeso un cartello scritto a mano dove si legge “PAUSA”.Il poster a firma di Herbert Leupin è come uno sguardo indiscreto all’interno di una prova d’orchestra,nel momento in cui direttori e musicisti si sono assentati per un intervallo refrigerante targato Coca Cola.

La bottiglietta già stappata,con tanto di cannuccia,troneggia piena ed invitante col suo carico di bollicine sul piano della seggiola.

Il manifesto dall’atmosfera poetica e sottilmente ironica,è costruito con un segno diafano e delicato-un segno quasi infantile nel suo delinearsi insicuro e tremante-che si profila contro uno sfondo giallo, gioioso e solare.
Con questa affiche Leupin,autore dell’invenzione di natura tendenzialmente umoristica,ha creato una delle campagne più originali dell’intera storia promozionale  del marchio Coca  Cola.

 


YUSAKU KAMEKURA (NIKON CAMERA 1957)

Yusaku Kamekura  niminato “il boss della grafica giapponese “,come è stato definito per la sua instancabile attività e la prestigiosa influenza in ogni settore del design – firma per la Nikkon una serie di manifesti che hanno fatto scuola,aggiornate sulle più avanzate conquiste dell’avanguardia internazionale.
A influenzare il linguaggio di questo poster sono quelle ricerche cinetico-visuali che preparano l’affermazione su scala mondiale dell’Optical Art. Questi campi di colore verde,rosso,lilla e giallo su fondo nero hanno rastremature che conferiscono loro un aspetto di vibrante,elastico dinamismo e,nello stesso tempo,suggeriscono il senso di una struttura volumetrica,come quella del nuovo modello di macchina fotografica che pubblicizzano.L’impianto così moderno di questo affiche documenta l’evoluzione parallela della grafica pubblicitaria e della tecnologia industriale nipponiche.


PUNT E MES (ARMANDO TESTA)

 punt-e-mes.jpg

 
Un punto di amaro e mezzo di dolce:è semplicemente perfetta la trascrizione visiva di Armando Testa per il vermuth di casa Carpano battezzato in piemontese.Sintetico,essenziale,il manifesto è esemplare dello stile maturo del grande grafico torinese,orientato nella direzione della massima efficacia comunicativa.Nel vasto spazio bianco del foglio,la sfera e la semisfera s’impongono con forza all’occhio dello spettatore grazie al tono rosso acceso,che richiama il colore del liquore,e al rilievo tridimensionale che assumono attraverso il gioco delle ombreggiature.
La nitidezza formale dell’affich risente delle contemporanee ricerche astratte della matrice concettuale.
Si tratta di un manifesto di rottura con la precedente produzione di Testa per la stessa Carpano.
 
 

LEBOLE (SEPO 1959)

sepo.jpg
 
In questo manifesto Sepo illustra un omino dalla  silhouette disegnata con un metro da sarta porta sul braccio l’ultimo acquisto:un capo di moda pronta,modello “crocera“.
L’immagine comunica con efficace ironia l’idea di attaccamento alla tradizione artigianale (il metro)e,insieme,di apertura ai tempi nuovi del prodotto industriale (il vestito già confezionato).Un completo Lebole,questo il messaggio dell’affiche,è in grado di coniugare la qualità di un abito di sartoria con la comodità di uno già pronto da indossare.
In questo momento,il compito dei pubblicitari è di convincere tutti quegli italiani che ancora si servono del sarto dei vantaggi,in termini di praticità,della moda in serie.Il manifesto,che nella costruzione formale risente delle influenze dadaiste,appartiene all’ultima campagna  di grande respiro realizzata da Sepo in Italia,al suo rientro dopo il lungo,fortunato soggiorno a Parigi.