VIDEO ARTE


Le innovazioni tecnologiche stanno trasformando la videoarte: le videoproiezioni stanno assumendo proporzioni cinematografiche, la tecnologia digitale permette ai creatori di portare l’immaginario video su strade sempre più complesse e Internet fornisce agli artisti nuovi spazi e nuovo pubblico per il loro lavoro.

Il video, come qualsiasi altra arte prevalentemente visiva, ha davanti a sé il denominatore comune dell’immagine che tutti credono di tenere fermamente in pugno mentre essa è contemporaneamente in molti luoghi, sempre contaminata ed interagente in un costante rapporto di spazio-tempo-luce. Le videoarti danno spesso la sensazione che le immagini, anche quando sono esattamente riprodotte dalle macchine elettroniche (dai monitor), talvolta si nascondano all’interpretazione, diventino ambigue e sfuggenti, sia quando sono lente e al ralentì che quando sono talmente veloci che un attimo dopo sono già andate molto lontano.

Questo perché la tecnologia elettronica è ormai presente quotidianamente, direttamente o indirettamente, nella nostra vita come nell’espressione creativa: il problema dell’arte, semmai, è costituito proprio dalla sua forza poetica che non può essere solo spettacolarità estetica, ma anche contenitore di elementi della memoria collettiva, poetica utopia che si concretizza nell’opera. La civiltà del network informatico, dell’interattività e della comunicazione via satellite segna il passaggio epocale dell’era elettronica.

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One response to “VIDEO ARTE

  • lozoo82

    La videoarte (termine molto confusionale) è figlia dell’innovazione tecnologica. Bisogna riflettere sul fatto che la Videoarte esiste da 40 anni, ma gli italiani non la conoscono. I videoartisti o meglio quelli che si definiscono tali, sono scesi a compomessi con il mercato dell’arte e se ne sono volutamente infischiati del pubblico. L’unica cosa che importava erano le quotazioni nel mondo dei collezionisti. La videoarte è stata e d è tutt’ora un’arte elitaria e alla base c’è un forte snobismo per noi comuni mortali!
    Ma se l’arte è comunicazione perchè il “linguaggio” della videoarte è unidirezionale, i video sono autoreferenziali non chè molto noiosi?
    Ora nell’era degli user genereted content come andranno a finire le cose?

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