Archivi del mese: aprile 2007

Il nuovo spostamento primaverile del Miart pare essere più azzeccato rispetto all’affollamento di fine anno. Ma se la stagione precedente la nuova sede era stato il punto forte della rassegna dando l’impressione di un buon inizio di rinnovamento, quest’anno pare di essere già al palo. La selezione delle gallerie non è stata molto forte sulla qualità. Molti stand trascurati e con proposte deboli, e soprattutto molte opere viste già in altre fiere. Nota positiva l’invito olandese, che però è sembrata una presenza molto leggera. La sezione “In attesa di giudizio” pare dispersa e approssimata. Non si capisce se sia stata la fretta o proprio la mediocrità ma questa fiera è parsa proprio negativa. Anche tutto il corollario non ha brillato di creatività. Le due grandi proposte erano mediocri, alla Triennale Bovisa, dove va in scena la prima tappa di Timer, intitolata “Intimità/Intimacy” nelle intenzioni dei curatori si vuole affrontare il rapporto che l’artista ha con se stesso nell’era della rivoluzione telematica, in realtà un remake di opere già consumate, dei soliti artisti noti, dalla noia del tempo e degli sguardi. Un progetto con una grande enfasi ma con un parziale contenuto, senza elementi critici e con un allestimento molto confuso. Un poco meglio per il “grande progetto” all’Hangar Bicocca che si salva con un bel pezzo di William Kentridge (oramai una delle poche garanzie nel vasto mondo della ripetitività artistica) e con la presentazione del progetto supportato da Artangel (una delle associazioni promotrici più affascinanti di questo ultimo decennio, ancora non imitato purtroppo qui da noi!) Kuba di Kutlug Ataman. Mentre le opere di Jenny Holzer, Fabio Mauri e Santiago Sierra risultano alquanto sottotono. La serata Start aveva nelle gallerie un’altra sensazione di pressappochismo, sia nell’orario serale, ma se uno ha già girato tutto il dì al Miart quanta voglia avrà di vedere le gallerie che sono difficilmente fruibili, visto la collocazione molto distante fra loro (forse mettendo un bus di collegamento fra le diverse zone !?), comunque fra quelle che ho visto io posso dire che in zona Ventura si salva De Carlo con le opere di Jim Shaw, mentre Francesca Minini, Zero e Klerkx presentano artisti alquanto banalucci. Lia Rumma è una delle poche garanzie di contemporaneità e il progetto di Tobias Zielony risulta interessante anche se forse la forma fotografica è alquanto assodata. Piacevole mostra dalla Galleria Suzy Shammah con le opere di Sirous Namazi, soprattutto le strutture metalliche colorate. Sempre in centro interessante il lavoro di Maggie Cardelùs sulla “vita” di Meryn proposto da Francesca Kaufmann. Photology presenta un’antologica di Luigi Ghirri. Taglio anche storico da Salvatore+Caroline Ala con una serie di opere degli anni Settanta Ottanta di artisti quali Vedova, Horn etc. Concludo con una nota positiva per Stefano Lupatini con un bel progetto dal titolo “la misura del torto subito”, lavoro ben articolato nelle forme e abbastanza nei contenuti presentato da Nowhere Gallery.

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CAPOLAVORI EUROPEI

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ARTE CONTEMPORANEA…UN PO DI STORIA

In questo link sottostante questo testo potete trovare un po di biografia del termine arte contemporanea,come è nata,cosa rappresenta,le varie caratteristiche ect….

buona lettura

UN PO DI STORIA


SEBASTIANO TIRALONGO “TINA MODOTTI”

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DEDICATA A TINA MODOTTI

Il tempo passeggero di vita,la sospensione,di un corpo vagante e viaggiante .Tutto esiste su dimensione vera ,colorata espressa audacemente.I secondi i minuti i millesimi,il tempo passa la natura fa da se.Un pendolo che oscilla un meccanismo che ruota intorno a se,facendo in modo che la vita si esrpimesse in tutto cio.

RODRIGUEZ YADURY


SEBASTIANO TIRALONGO “CECIA”

foto.jpg“….ripropone i colori terrosi e ignei,accompagnati da sublimazioni di una vita quotidiana sanguigna,dove il gioco della vita diventà quotidianità.colori che accompagnano visioni,ambientazione di un mondo misterioso,dove l’onnipotenza degli dei catalizzatori di energia relazionano fra le creature celesti,condividendo gli elemnti di una vita impenetrabile.Lì,dove l’energia si ferma ma subito si riattiva,dove scaturita dall’acqua dal sole,dal vento,diventa inispiegabile e divina.”                             (SOBAN MARTHA)


SEBASTIANO TIRALONGO “ANGEL OF LOVE”

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ANGEL OF LOVE

Particolare nella sua forma,improntata in una direzione trasversale.
L’artista seguendo la sua linea di colori,e forme,porta a lasciare libero il PENSIERO,su orizzonti delineati da uno spirito emotivo.La rappresentazione legata a punti fermi,su certi aspetti,che informali,caratterizzano l’opera.L’idea e l’annuncio sono forme di partenza,proiettate in un contesto di,iniziale conseguenza.Le pietre incastonate,i tasselli,le forme intagliate e i ricami lasciano libero arbitrio in un’espressione di concetto esclusivamente soggettivo.Il colore,le vernici,i materiali luccicanti,catturano come per magia l’idea di ciò che è definito per un momento,ma rimane idea di fantasia nel delineare la forma e l’espressione..

(PEDRO MATURES)




SEBASTIANO TIRALONGO “LA SAGGEZZA” (London biennale 2006)


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UNA SCIA OPACA SU UN TERRENO DORATO.UN ESSERE SI TRASCINA LUNGO LA SUA RAZIONE DI SPAZIO CERCANDO DI SPINGERSI VERSO METE MAI RAGGIUNTE.LA LENTEZZA SEMBRA INDOLENZA,LA TRANQUILLITA’ ORDINE.
L’EVENTO SOLCA IL SOLCO E SFIORA I MARGINI SENZA MAI CORRODERLI MENTRE IL MOMENTO DIVENTA SEMPRE PIU’ SOLENNE.LE AUREE PATINE,SIMBOLO DI ANTICHI SPLENDORI,TRASMETTONO FASCINO.
LE SFERICHE APPENDICI,CHE MIRANO DRITTE AVANTI,ISPIRANO FIDUCIA.
L’ILLUSORIO ASSETTO DEI TRE ALLOGGI,FORSE CONTENITORI DI SAGGEZZA,ESPRIMONO SPERANZA.

(ENZO MARINO) INTERNATIONAL FREE ARTIST

http://www.londonbiennale.org/

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